Verga il cielo
il cuore destriero
bruma di maggio
inzuppa coraggio
nelle vesti spesse
col denaro appresso
oro e carte di matto
nel petto che si fa sacco.
Le narici si fan froge 
spinte da passi
che paion falcate di drago.
Libero matto
il cuore si fa sacco
e del sentiero
fa scacco matto.
Libero Matto

È stato un momento di transizione professionale, a portarmi in contatto con quest’archetipo. Quando sentivo che il vecchio non lo potevo più agire, quando era chiaro il dover cambiare (senza avere la più pallida idea di quale direzione prendere), ecco che ho incontrato questa energia. È stato liberatorio, energizzante, e a dire il vero non ha risolto le cose dandomi chiarezza o una direzione sicura, certo è che mi ha regalato l’attitudine di cui avevo bisogno: “tiro dritto, ballando, con quel che c’è”.

Il Matto tiene conto solo di sé stesso, non chiede scusa, non si giustifica e, al contempo, non è contro nessuno, non cerca battaglia; per sé raccoglie, per sé tiene, per sé lascia andare.

C’è però qualcosa con cui diventa feroce: le menzogne, quelle melliflue che ci raccontiamo di non valere, di non meritare, di non essere degni. La bugia che diventa litania, e che genera le più profonde e intime sofferenze, quelle che ci scollano da noi stessi, quelle che danno origine al non darci credito, al non crederci, al non fidarci di noi. Con queste bugie il Matto diventa feroce, lui che è l’essenza della gioia di esistere, la vitalità dalla Verità di sé stesso. Non segue sentieri, salta di valle in valle abbattendo le fortezze delle bugie, radendole al suolo.

Energia potente il Matto, e a volte è proprio necessario per tornare, saltando di noi in noi, al nostro centro più intimo e autentico. E tornare al centro, in quel momento di transizione lavorativa, mi ha dato la stabilità per dare spazio al nuovo, e congedarmi dal vecchio senza remore.

Lascia un commento