Bianco è il mio latte
succo di prati e di vaste radure,
il suo candore racconta
del sole e del vento
di radici e di neve
di vanga e di zolle.
Raccoglie il mio ventre
i giorni e le notti
i germogli e i fiori accarezzati dal cielo.
Ed ora ti prego
o Madre del mondo
che possa la vita
scalpitante e in possanza
gustare e nutrirsi
dei racconti di sole e di pioggia,
possa il mio seno narrargli le storie
mentre i versi saziano e forgiano
il suo nobile corpo.
Possano i suoi zoccoli
scoprire il tuo battito,
pulsare di zolle
in un petto così vicino a te.
Coli il mio latte nella sua gola
assieme alle storie di colli e di radure
e che prendano casa nei suoi occhi
cosicché il mondo gli sia sorpresa e ricordo,
e che di te
Madre
Sappia.
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