Verga il vento
il volo del volatile,
soffio violento
che non dà tregua un momento,
spruzzi e schizzi
tra onde e schiamazzi.
Manca il respiro
al momento del varo,
col mare in tempesta
si rimanda la festa
e l’orizzonte dal grigio celato
pare travolto
dal mito violento
che vuole il viaggio
arrogante miraggio.
Cuore pesante
nel petto del comandante ma
gli ormeggi son ritirati
il porto li ha già dimenticati.
La chiglia è solida
ma lo stridere gela il sangue
e il profondo blu
spaventa.
Non resta che chiudere gli occhi
non si riposa
ma alleggerisce l’attesa.
Che passi la tempesta
domani si farà sosta
un bivacco e buona merenda
poi leveremo la tenda,
pazienza e rotta Chiara
di buona lena che ormai è ora!
Momento di transizione, di quando il motto è “o vado o muoio”.
Spiacevole trovarsi in questi passaggi, che spesso sono epocali, dove sai di dover cambiare, dove sai che ciò che andava bene fino a quel momento ora non è più praticabile, percorribile. E, pur sapendo di dover prendere il largo, non hai idea di quale sia la direzione da prendere.
Eppure salpi.

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