Velo di lacrime,
etereo tessuto
mosso da flutti
che il cuore sospinge a riva.
Di risacca in bonaccia
rema a suon di battiti
e il limo dal fondale
incontra sole e spiaggia.
Detriti e posidonia
possono le mani raccogliere,
sotto i piedi
permane
la presenza.
L'occhio riposa sul paesaggio
e l'onda trasloca
dal fondale alla riva
ciò che pesa.
Dal fondo del cuore,
come da un dimenticato ripostiglio,
residui di traslochi e di scatole mai aperte
Che al fondale rimanga bianca sabbia
Libere le correnti
e le profondità quiete
ora luminose
ora riposanti.
Alla spiaggia e al sole
il tempo di permanere
con ciò che al fondale
non può tornare.
Piedi tra alghe e conchiglie,
residui di mare e naufragi
si può permanere con ciò che al mare
non può tornare.
Soffi sottili
tra nastri di prato
verdi.
Sole di novembre
alto abbastanza
su un piccolo fosso.
Gelido scorrere
così impalpabile.
La suola pesa di fango
mentre i rami spogli
lasciano scendere il cielo
che d'estate non vede terra.
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