Vago il passo, vagante il cuore
viandante su buone suole
mentre la via scorre sotto i piedi
di miglio in miglio
Quale la meta?
Intanto c’è il piacere della via
gorgogliano valli pietrose
alti monti e verdi colli
battuti dal vento.
Si attraversano rovine
di antichi tesori e potenti sovrani
tutto tace e tutto racconta
accompagnando con doni di senso
la bisaccia e le tasche
del pellegrino
Quale la meta?
Intanto acqua nella ghirba non manca
e il fuoco dei templi
fa casa al pellegrino dove
tra raccolte mura scavate nella roccia
il silenzio di Dio
ne accarezza il cuore.
Manciate di incenso
e semplici offerte
pane e acqua,
in un rituale che accompagna al ricordo
di ciò che è stato dimenticato
Il germoglio nel petto
nelle ossa e nei muscoli
sente il richiamo
il sussurro di Dio che,
dolcemente,
leva il lenzuolo,
bianco,
dal corpo sopito.
L'alba infila le dita
tra le fessure del tempio
toccando la pelle che
ora
freme di gioia
e ricorda
d'esser già Sole
Esce il pellegrino,
indietreggiando,
col fuoco e l'alba negli occhi
e il fresco della soglia alle spalle
Varcata la porta
s'inchina e si volta
la rugiada del mattino lava piedi e corpo
l'erba battezza il viandante
che nudo accoglie
il nuovo risveglio
Per ora ristoro
silenzio,
e quiete.
Qualcuno condivide birra
pane e carne
uova e datteri.
Morsi di gratitudine e sazietà,
ricambiati con pane azimo
vesti e pergamene.
Schiena a schiena
le vie proseguono per ciascuno
e il pellegrino
ora
procede soffiato dall'alito di Dio
un passo alla volta.
Quale la meta?
Ciò che Dio vuole.
Cosa vuole Dio?
"Ora stiamo di nuovo giocando!"
Si, ora stiamo di nuovo giocando
Ci siamo mancati.
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