
Ciao Guerra,
ti ho molto giudicata e profondamente disprezzata, ed ora mi sto accorgendo che ti trovi davanti a me, dietro, a destra, a sinistra… e dentro di me. Tanti sforzi per allontanarti, tanta arroganza nel fingere di non avere niente a che fare con te.
Vedo che nel tuo manifestarti non c’é mai niente di personale, tutto ciò che fai è esistere. Cosa sei guerra? Quale è la tua natura? Quale è il tuo scopo?
Tu manifesti il conflitto, che già c’è, il disprezzo, che già c’è, l’assenza di contatto con l’intimo in noi stessi. Solo affogati nel nostro dolore non visto e non accolto (anche dolori ereditati), possiamo annientare l’altro accecati dalla rabbia, cercando così la pace in un petto che marcisce nel buio del non ascoltarsi. Distaccati dalla sacralità in noi, non sentiamo quella dell’altro, ecco allora che possiamo agire distruggendo.
Un cuore che ignora sé stesso è un cuore capace di uccidere, di umiliare e denigrare, anche usando quella scherzosa cattiveria mascherata da sincerità di brave e simpatiche persone.
Ci mostri questo cara Guerra, nient’altro. Vogliamo e parliamo di Pace, e ci fai vedere che vogliamo e parliamo… null’altro.
Tu sei la scala a chiocciola che accompagna al centro dei nostri animi, dimenticate cantine, dove tutti i frammenti di noi stanno come orfani esangui; orfani di un cuore che ha messo il tappeto sulla botola, in mezzo a una sala di marmi e ori, finti, per timore che il Guardare faccia crollare il castello di idee e convinzioni…e ragioni.
Cara Guerra, ti Vedo, e ora posso accogliere il tuo invito a dare aria a quello scantinato, dove potrò trovare i guanti di seta, delicati, per coccolare tutti i frammenti di me che fino ad ora ignoravo, scoprendo magari che non tutto è dolore, ma anche autenticità che anela a stiracchiarsi e gioire. Chissà, forse sono quei frammenti che ti chiamano, e tu accorri. Sempre.
Trovare Pace è seguire i sentieri della Guerra, lei conduce sempre dove la foresta dell’ignorare ha messo alte fronde sui nostri cuori spezzati, su gemme nascoste e germogli in attesa del sole. E prima ancora che fuori, la tregua passa dal dentro di noi.
Pace dentro… pace fuori.
“Forse, l’irritazione è quando stiamo dicendo qualcosa a noi stessi che non vogliamo sentire”
Elemental


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