Editto reale
per amore di morale,
soliloquio notturno
alla fine di giugno.

Pioggerella di figure
di coriandoli e parole,
in un vecchio carnevale
di sole vuote gole.

Gronda la foglia
della rugiada di mente,
allegorie divelte
dal pongo del niente.

Scorre impegnato
il ruscello stizzito,
bacchettate e maestre
in classi vuote e dimesse.

Pesta i piedi e salva il mondo,
parole di salvia
si perdono nel burro,
un po’ tanto
un po’ troppo,
una grattata di senno
e s’asciuga il dissenso.

Tutto in casa tutto segreto
che,
se uscisse allo scoperto
non si farebbe concerti
di questo mondo sommerso.

Mente che componi
senza sosta deponi
in pizzi e corredi
la dote che vera credi.

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