Glisso e diniego
alle porte del cielo,
scegliendo il rombo
del pensiero sommerso.

Avvolto e sepolto
senza tregua né spazio,
travolto dall’onde
del simposio affogante.

Senza sosta
senza riposo,
esonda il fiume
del pensiero silvano.

Artigli, fauci,
agguati e allerta,
senza sosta, senza meta,
senza casa, senza coperta.

Informato del centro
vago ai bordi del vortice,
foglia in balia dei venti
della mente e dei suoi tormenti.

Attendo il momento della quiete,
dove il palpabile silenzio
ristora corpo e cuore.

Fermati cuore,
un battito alla volta,
batti sempre ma non ti sento,
coi tappi alle orecchie
e il chiasso nelle vele.

Mente che vaghi
per valli e per laghi,
corri senza appigli
mentre il cuore veglia.

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