
Tu che guardi nel fondo del pozzo, cosa vedi, cosa chiedi?
Tu che getti l’orecchio oltre lo specchio d’acqua, cosa senti, cosa rendi?
Rendi le briglie, rendi la gerla e la faretra, rastrello e falce, zangola e fornace. Tutto rendi. Palmo nudo per la prima volta, per la prima volta l’aria lo tocca.
Lascia che il niente accarezzi il palmo, lascia che tra dita e dorso scivolino via rimorso e ricorso, solerti contabili e notai del circo del fosso.
Pelle al vento, gentile brezza che non verga mai il sincero spogliarsi, spogliarsi del paggio che insegue il miraggio, quando basta svestirsi per svelare il manto del saggio.

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