“Le dune del Cuore”

C’è un tempietto, tra le dune di sabbia del deserto del cuore. Piccolo, bianco, col tetto a cipolla e una banda dorata che lo unisce alle mura. La porta è sempre aperta e una fiamma arde all’interno, se ne vede la luce scivolare tra le dune di notte.

Piccolo, raccolto, antichi tappeti rossi e dorati, alcuni blu e verdi.

Qui ci si siede dove si vuole, in silenzio, qui si aspetta che Dio prenda posto per raccontarci di noi, di chi siamo, di cosa facciamo, dei suoi desideri per noi.

Non c’è altare.

Ci entriamo spesso in questo luogo così intimo, è che il più delle volte siamo bendati, con orecchie tappate e la litania di lamenti assordanti che grondano dalla bocca. Dio si siede, e tace, paziente. Può pazientare tutta la nostra vita in attesa di un singolo silenzio, anche uno soltanto, per raccontarci di noi. Dio sa che quel momento potrebbe non arrivare mai, eppure, quando entriamo nel tempio ci raggiunge e si siede. Sempre. Tutta la nostra vita.

Fare silenzio è tutto ciò che occorre.

Anche per una volta soltanto.

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