
Diletto dei santi è metter le mani avanti, avanti le mani, al cielo il domani.
Un po’ chiesa, un po’ fienile, dal cortile non si vede campanile. Il perdurare puerile nel peccato che conduce a morire, così si crede, così si vede, così si dorme e verso l’inferno si seguon l’orme.
Peccato, peccato! Si grida dal sagrato, pronta la pira che del divino placherà l’ira. Affrettati anima pia, sia mai che la grazia scappi via e, lungo il sentiero, di sera, lapida la strega severa, quella che dice “del dogma la stirpe non perdura”.
Brucia la strega, bruciala tutta, che di cenere e stracci la si renda alla grotta buia e nascosta, pensan sia fossa, ma non san che, poveretti, la terra è commossa.
Dio della mente togli vita e tormenti quei poveri cristi in avventura di astri.
Porta pazienza Madre Terrena, che vedi esperire l’attacco virile che teme di scoprire, che non c’è niente da pulire.

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